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Rinaldi Digital Lab Rinaldi Digital Lab

Come si lavora

Cinque fasi,
in quest’ordine

In sintesi

Ogni progetto passa da cinque fasi: audit, decisione, roadmap, realizzazione o regia, presidio. Ognuna produce qualcosa di concreto e dichiara in anticipo che cosa serve dal cliente. Nessuna comincia prima che la precedente sia chiusa — ed è questa la parte che di solito viene saltata.

Le cinque fasi

  1. Audit

    Si guarda com’è messo il digitale adesso, senza dare per scontato niente di quello che è stato deciso in passato.

    Cosa succede
    Analisi del sito, dei contenuti, della presenza sui motori di ricerca e — dove verificabile — sui sistemi generativi. Ricognizione degli asset digitali, dei fornitori in essere e dei processi collegati.
    Cosa produce
    Un documento di analisi con criticità, opportunità, priorità e le decisioni raccomandate, discusso insieme in una sessione di restituzione.
    Cosa serve da te
    Accesso in lettura agli strumenti esistenti, i contatti dei fornitori attuali e un’ora o due di conversazione con chi conosce l’azienda.
    Chi è coinvolto
    Rinaldo Rinaldi, direttamente. Dove serve, un confronto con chi in azienda usa gli strumenti tutti i giorni.

    L’audit digitale in dettaglio

  2. Decisione

    È la fase che quasi nessuno vende, ed è quella che determina il costo di tutto il resto.

    Cosa succede
    Si scelgono le priorità con criteri espliciti: che cosa risolve un problema reale, che cosa può aspettare, che cosa non va fatto. I criteri restano scritti, così la decisione si può rivedere quando cambia il contesto.
    Cosa produce
    Un elenco ordinato di decisioni prese, ciascuna con la ragione che l’ha motivata — comprese le cose che si è deciso di non fare.
    Cosa serve da te
    La disponibilità a discutere e a dire di no. Le decisioni che contano richiedono chi in azienda ha l’autorità per prenderle.
    Chi è coinvolto
    RDL e chi decide davvero: titolare, direzione, o il responsabile con delega sul budget.
  3. Roadmap

    Un piano sequenziato e sostenibile, non un elenco di desideri.

    Cosa succede
    Si mette in fila che cosa si fa e in che ordine, si definiscono i criteri con cui si accetterà ciascun risultato e si stabilisce chi fa cosa fra RDL, l’azienda ed eventuali fornitori.
    Cosa produce
    Il piano degli interventi con responsabilità e criteri di accettazione. Dove è previsto il coinvolgimento di fornitori, anche i requisiti su cui chiedere i preventivi.
    Cosa serve da te
    Un’idea realistica delle risorse interne disponibili — tempo delle persone, non solo budget — e le eventuali scadenze già fissate.
    Chi è coinvolto
    RDL e i referenti interni delle aree toccate.
  4. Realizzazione o regia

    A seconda del progetto, RDL esegue direttamente oppure sceglie e governa chi esegue. Il ruolo si dichiara prima di cominciare.

    Cosa succede
    Quando l’intervento è nel perimetro di RDL, si realizza direttamente, da soli o con collaboratori di fiducia. Quando serve un fornitore specializzato, RDL scrive i requisiti, confronta le offerte, coordina il lavoro e verifica quello che viene consegnato.
    Cosa produce
    Il lavoro finito, e la documentazione di quanto è stato consegnato e accettato.
    Cosa serve da te
    La parte che nessuno può fare al posto dell’azienda: contenuti specialistici, validazioni, accessi, e le risposte che solo chi conosce il mestiere può dare. Questa è la voce che più spesso rallenta i progetti, e per questo viene messa nero su bianco all’inizio.
    Chi è coinvolto
    RDL, i collaboratori o i fornitori selezionati, e i referenti interni.
  5. Presidio

    La consegna non è la fine: è il momento in cui si verifica se quello che è stato deciso regge.

    Cosa succede
    Verifica dei risultati, correzione di quanto non ha funzionato, aggiornamento delle scelte quando cambia il contesto. E il passaggio di consegne vero: chi in azienda deve poter aggiornare le cose, impara a farlo.
    Cosa produce
    Un digitale che resta in ordine anche quando RDL non è presente tutti i giorni, e un’azienda che sa dove mettere le mani.
    Cosa serve da te
    Una persona di riferimento interna, anche non tecnica, e la disponibilità a segnalare quando qualcosa non torna.
    Chi è coinvolto
    RDL e il referente interno.

Il punto che fa la differenza

Cosa serve da te.

In quasi tutti i progetti digitali il collo di bottiglia non è tecnico: è il materiale che deve arrivare dal cliente.

Contenuti specialistici che solo chi fa quel mestiere può scrivere, validazioni che richiedono la firma di qualcuno, accessi che nessuno trova più, decisioni che restano in sospeso per settimane. Sono le cose che allungano i tempi e fanno sembrare lento chi lavora.

Per questo, in ogni fase, l’elenco di quello che serve dal cliente viene dichiarato prima: che documenti servono, quanta disponibilità di tempo, quali validazioni, quali accessi. Non è burocrazia — è l’unico modo per non scoprirlo a metà strada.

Sui tempi

Le durate dipendono dalla dimensione del progetto e dalla velocità con cui arriva il materiale. Vengono stimate caso per caso, all’inizio, e non con una tabella valida per tutti: una tabella del genere sarebbe rassicurante e falsa.

Prosegui

Da dove si comincia

Un audit è il modo più semplice per capire cosa non serve.

È la prima delle cinque fasi, e si può fermare lì: nessun obbligo di proseguire.

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